Che cos'è una decisione - Pensiero Critico

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Che cos'è una decisione

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Il punto chiave
I "frame" sono strutture basilari della comprensione che danno un senso agli eventi, infatti non ci si può muovere in nessuna realtà se prima non la si comprende. Il framing è quello sforzo che ogni persona compie ogni volta che si trova in un nuovo contesto e consiste nel riconoscere "cosa sta accadendo in quel contesto".
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E' evidente che mentre anche i migliori leader non sempre possono controllare gli eventi, essi possono (e lo fanno), influenzare come le situazioni sono viste e interpretate. ( Gail Fairhurst, Robert Sarr )
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Per "frame" si intende la selezione di alcuni aspetti di una realtà percepita per renderli più salienti in un testo, in modo da promuovere una particolare definizione del problema, un'interpretazione causale, una valutazione morale, e/o una raccomandazione per l'elemento descritto. (Robert Entman)


Decisioni difficili...
Altan
Cos'è il framing

La Teoria delle decisioni si basa sul fatto che delle decisioni vengono prese da un soggetto (persona, agente, robot) in competizione con la natura. La natura è indifferente al risultato.

Il sociologo Marco Ruffino descrive i motivi dell'accresciuto interesse odierno per i processi decisionali e le teorie cognitive:


Transizione ad una economia caratterizzata da:

• ruolo strutturale dell'incertezza;
• ridondanza informativa ed aumento del rumore di fondo;
• modificazione dei fondamentali di “misura” e rappresentazione delle grandezze economiche;
• peso chiave delle risorse immateriali (intangible assets);
• rischi di consumo delle risorse immateriali con velocità maggiore di quella con cui sono (ri)prodotte;
• tensioni fra economia e società, a livello collettivo ed individuale, nei fondamentali di scambio;
• passaggio dalla dicotomia “capitale/lavoro” al “capitale umano”;
• conseguente passaggio da modelli normocentrici a modelli antropocentrici;
• conseguente passaggio dalla “alienazione” all' “ansia”;
• richiesta di maggiore responsabilità ai singoli attori organizzativi (assunzione della complessità);
• ridotti tempi di presa delle decisioni;
• affollamento del processo decisionale;
• pervasività degli effetti delle decisioni, espressione delle relazioni di interdipendenza.

Ogni persona "vede" il mondo attraverso il filtro dei suoi frame e distorce inconsciamente tutto ciò che non corrisponde ai suoi frame per adattarlo ad essi o rifiutando ciò che essi negano.
Teoria decisionale
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


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Libri consigliati
a chi è interessato a capire il ruolo del framing  nel determinare decisioni razionali
gerd gigerenzer
Bonini, Del Missier, Rumiati
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 2 aprile 2016

 
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