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11/06/2017

A chi si rivolge questo website

critical thinking
Do you believe in the Afterlife? No, but even in the presentlife.

Questo sito web è destinato a coloro i quali sono scettici nei confronti dei mass media e rifiutano l'informazione che tenta di usare le emozioni.

In particolare si rivolge a studiosi, insegnanti, studenti, e lettori in genere che vogliono migliorare l'analisi e l'interpretazione di testi (giornalistici, scientifici, economici, ecc.), impiegando i metodi del pensiero critico (critical thinking): cioè persone disposte a mettere in discussione le loro opinioni.

Se questi lettori decidono di verificare autonomamente la credibilità delle notizie, dei documenti, delle fonti e dei messaggi che ricevono, troveranno in questo sito metodi e strumenti utili a farlo.

Compiti di un pensatore critico secondo il pedagogista Robert Ennis


  1. Giudicare la credibilità delle fonti

  2. Identificare conclusioni, motivazioni e presupposti

  3. Giudicare la qualità di un argomento, incluso l'accettabilità delle sue motivazioni, presupposti e prove

  4. Sviluppare e difendere una posizione su un tema

  5. Fare domande appropriate per chiarire temi controversi

  6. Pianificare esperimenti e giudicare l'assetto degli esperimenti stessi

  7. Definire la terminologia in modo appropriato al contesto

  8. Avere una mente aperta

  9. Cercare di essere ben informati

  10. Tirare delle conclusioni se giustificate, ma con cautela


Per approfondire andare alla pagina Cos'è il pensiero critico
.

Scopo di questo sito
Questo sito propone concetti, metodi e strumenti per il miglioramento del pensiero critico individuale sia nelle attività quotidiane sia nell'uso del Web. In questo sito vengono riportati gli esiti delle ricerche più autorevoli e aggiornate in campo psicologico, neuroscientifico e sociologico riguardanti l'apprendimento e l'insegnamento. I riferimenti ad articoli scientifici, ricerche e studi credibili (di cui spesso viene mostrato il "citation index") possono essere utili per ricerche personali.

Il Web può creare l'illusione di essere un "mondo a parte" rispetto alla "vita reale" ma, quando andiamo a verificare (nella vita reale) le rappresentazioni che esso ci offre, rischiamo di avere delle brutte sorprese.

L'essere umano non può fare a meno di avere credenze che orientano il suo pensiero e la sua azione, ma vive oggi in un mondo sempre più artefatto e manipolato. Infatti la manipolazione del Web e dei Social Media sta trasferendo i suoi metodi dai media tradizionali (TV, radio, giornali) ai nuovi media (Giornali online, Blog, Microblog, Forum, ecc).

Per contrastare la manipolazione del Web questo sito propone Applicazioni che consentono di effettuare valutazioni di credibilità, oltre a fornire le basi teoriche che supportano tali valutazioni. In particolare questo sito offre alcune risposte a domande che ogni "pensatore critico" dovrebbe farsi.
credibility
Con quali criteri attribuiamo credibilità alle persone che incontriamo o alle nostre fonti informative (giornali, TV, libri, website, ecc.)? La credibilità dipende sia dalla fonte emittente sia dal soggetto che deve valutarla; in altre parole "la credibilità non è una caratteristica intrinseca della fonte, ma è una relazione". Ciò significa che essa dipende dalle caratteristiche (culturali, analitiche, emotive) della persona che deve attribuirla (il ricevente). Questo è il motivo per cui ognuno può migliorare le proprie valutazioni di credibilità: basta lavorare su se stessi invece di lamentarci di ciò che il mondo ci scarica addosso.
Come è cambiato l'ambiente dell'informazione in cui siamo immersi
La digitalizzazione delle informazioni ha portato l'ecosistema mediatico ad affrontare una profonda trasformazione. Secondo l'Osservatorio AGcom 2017 per le comunicazioni, gli italiani vedono sempre meno TV (RAI da 39,8% del 2012 a 36% del dicembre 2016), ascoltano sempre più radio (+0,9% dal 2015 al 2016 RadioMonitor), frequentano sempre più i social media (Facebook, in Italia, ha avuto nel 2016 un tempo medio mensile di navigazione per utente pari a 24h e 17min). La digitalizzazione e il progresso tecnologico sono pilotati prevalentemente da "dati". I Big Data sono diventati la fonte principale dei più importanti processi informativi e comunicativi (essi sono alimentati anche dai social media).
I Big Data sono stati definiti "Dati che sono troppo grandi, troppo rapidi, o troppo complessi per gli attuali strumenti di calcolo". Secondo l'esperto di organizzazione Tobias M. Scholz i Big Data stanno trasformando l'intero processo comunicativo agendo come lubrificante nella società moderna e fluttuando liberamente sia nel mondo digitale (ad esempio nei social media) che in quello analogico (ad esempio Radio, TV e giornali cartacei). Scrive Scholz: "Le barriere tra questi due mondi sono sfocate e si ritiene che scompariranno a breve" (Mayer-Schönberger & Cukier 2013, Kucklick 2014, Pasquale 2015). I Big Data sono intrecciati in modo complesso con molte tecnologie quali: Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Data Mining, Algoritmi, e prendono nuove forme durante questi processi.
Essi contribuiscono a creare un ciclo tecnologico che rende l'informazione che perviene a ogni cittadino sempre più "personalizzata" (creando la sua "bolla" personale),  e sempre più soggetta al rischio di "manipolazione" di tipo commerciale o politico. Per ridurre questi rischi ogni cittadino sarà costretto a fare uno sforzo intellettivo superiore al passato, dotandosi di metodi e prospettive cognitive sempre più razionali.

Metamorfosi dell'ambiente informativo
Social Media
Pensiero razionale e pensiero intuitivo (euristico)

L'essere umano ha una razionalità limitata. Negli ultimi decenni, infatti, la psicologia cognitiva ha dimostrato che è impossibile adottare un pensiero esclusivamente razionale. La mente umana ha incorporato, durante l'evoluzione, una serie di comportamenti intuitivi che hanno consentito all'homo sapiens di sopravvivere in ambienti ostili prendendo decisioni euristiche. Oggi l'essere umano è immerso in un ambiente meno ostile dal punto di vista fisico, ma più ostile dal punto di vista psichico (sovraccarico informativo e manipolazione mediatica sono infatti ormai alla base della vita quotidiana).


Il pensiero intuitivo è prevalentemente inconscio e questa caratteristica costituisce la sua forza, infatti le sue decisioni sono rapide e, in certe condizioni, efficaci. Possiamo attribuire questa efficacia alle euristiche che lo psicologo Gerd Gigerenzer ha definito "veloci e frugali", dato che consentono di prendere decisioni immediate senza sforzi cognitivi. Ad esempio, è stato sperimentalmente dimostrato dalla psicologa Gitte Landgaard che, quando si guarda per la prima volta un sito web, la mente umana ne dà un giudizio inconscio (positivo o negativo) in 50 millesimi di secondo. Soltanto dopo qualche secondo questo giudizio viene validato dalla coscienza del pensiero razionale che, come un notaio mentale, "mette a verbale" la decisione presa dal pensiero intuitivo.


Ma oltre alle euristiche sono inconsci anche i bias cognitivi, cioè le distorsioni del giudizio che compromettono la correttezza di molte decisioni umane. La natura inconscia di euristiche e bias rende difficile intervenire su di essi: il compito del pensiero critico è quello di decidere in quali situazioni o compiti si possono lasciare "agire" le euristiche, e in quali altre bisogna sforzarsi di "mitigare" l'azione dei bias impegnando razionalmente il cervello solo in quelle circostanze che richiedono uno sforzo cognitivo.


Nel box a fianco viene mostrata la composizione dei due modelli di pensiero intuitivo e razionale (two system view), nella rappresentazione fatta dallo psicologo Daniel Kahneman.

Questo website propone alcune modalità per applicare il pensiero critico alle situazioni della vita quotidiana, riducendo l'effetto dei bias e orientando le euristiche verso decisioni migliori.

Relazione tra euristiche, bias e pensiero critico
Heuristics, Bias and Critical Thinking
Lo psicologo Daniel Kahneman ha scritto che il pensiero razionale è quello che pensiamo di essere. Il pensiero intuitivo, composto da euristiche, articola i giudizi e compie le scelte, ma spesso appoggia o razionalizza idee e sentimenti che sono stati generati dal pensiero intuitivo. Ma il pensiero razionale non è lì solo per giustificare quello intuitivo: ci impedisce di esprimere apertamente molti pensieri stupidi e di dare sfogo a impulsi inappropriati, cercando di mitigare l'effetto dei bias cognitivi (ma non sempre ci riesce). (Cliccare per ingrandire)
Pensiero razionale, pensiero intuitivo e azione dei bias cognitivi
Two system view
Composizione dei modelli di pensiero intuitivo (sistema 1) e razionale (sistema 2), nella rappresentazione fatta da Daniel Kahneman e tratta dal libro 'Pensieri lenti e pensieri veloci' (cliccare per ingrandire).
Rapporti tra i concetti di manipolazione, credibilità e pensiero critico
manipolazione mediatica
Test sull'atteggiamento critico

L'influsso esercitato dal sistema mediatico sulla singola persona dipende sia dall'efficacia comunicativa dei media sia dalla vulnerabilità del singolo. La mancanza di fiducia o l'eccesso di fiducia rientrano tra le patologie della credibilità, e si collocano ai due estremi dell'asse della fiducia. In tali patologie le persone possono avere un atteggiamento di sospetto generalizzato o, all'opposto, un atteggiamento di credulità senza limiti.
Il pensiero critico è faticoso ma adagiarsi su un atteggiamento critico carente porta la persona verso uno dei due estremi dell'asse della fiducia.
Per valutare il vostro atteggiamento critico andate alla pagina "atteggiamento critico personale" mediante il seguente pulsante:


test
asse fiducia
I vari gradi della fiducia si trovano tra due estremi: il sospetto generalizzato e la credulità senza limiti
Pensiero critico e Democrazia

Secondo la filosofa statunitense Martha Nussbaum la democrazia non sopravvive quando le persone delegano le loro decisioni alle autorità oppure si lasciano influenzare dalla pressione del gruppo sociale al quale appartengono.

In altre parole: le nazioni che hanno a cuore la democrazia educano i cittadini al pensiero critico e ne salvaguardano la capacità di decidere autonomamente.

La maggior parte delle persone, quando affronta un tema specifico, si limita a studiarlo da una sola prospettiva (di solito quella che gli è più congeniale), ad esempio storica, sociologica, psicologica, ecc. La costruzione di una mente critica richiede un approccio interdisciplinare: un pensatore critico deve superare i limiti delle singole discipline che trattano dell'essere umano e del suo ambiente socioculturale, per integrare e amalgamare i concetti di diverse discipline scientifiche ed umanistiche.

Approccio interdisciplinare al pensiero critico
pensiero critico
Cliccare sull'immagine per andare alla pagina "Libri per un pensiero critico".

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La razionalità richiede impegno personale!
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controinformazione
website
In un anno (dal 12/2015 al 12/2016): +67% pagine viste, + 77% visite uniche
Questo website ha avuto dalla sua pubblicazione (novembre 2012) fino alla data del 31 dicembre 2016 un totale di n° 177.847 visite uniche, con un tasso di visite di ritorno del 15%. Le pagine viste totali sono state n° 234.529.
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La rete delle nostre connessioni cerebrali è un labirinto (connettoma) nel quale è facile perdersi. Così non è per questo sito, che sembra complesso e navigare in esso può dare la sensazione di non trovare la pagina, per noi, essenziale. Vengono proposti alcuni "percorsi tematici" per agevolare la navigazione, anche se è presente un motore interno al sito perfettamente funzionante (nella testata in alto a destra). Tali percorsi riguardano i temi più importanti ma, ovviamente, ognuno può costruire i percorsi che preferisce assemblando le singole pagine. (Cliccare sui titoli per andare direttamente alle pagine)

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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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